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sabato 16 dicembre 2023

#FirenzeCronaca - Nei Comuni di Rufina e di Pontassieve i Carabinieri Forestali trovano un abbandono di rifiuti speciali ed una combustione illecita di rifiuti


 I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Rufina (FI), durante un servizio di controllo volto alla prevenzione e repressione dei reati contro l'ambiente, hanno notato nel Comune di Rufina (FI), Fraz. Scopeti, nei pressi di un terreno recintato, alzarsi una colonna di fumo. Sul posto la pattuglia accertava la presenza di un fuoco che stava ardendo sul suolo nudo e in cui era in corso di smaltimento un metro cubo circa di rifiuti costituiti da travi e tavole di legno e residui di ferro e carta. Presso il luogo dove era in corso la combustione illecita si trovava un soggetto, dipendente di una ditta edile incaricato di svolgere tale lavoro. I rifiuti di cui era in corso lo smaltimento sono classificati come rifiuti speciali non pericolosi, derivanti dalle attività di costruzione e demolizione e rifiuti urbani. Una volta fatto spengere il fuoco il controllo dei CC Forestali proseguiva per la presenza, nell’area in oggetto, di altri rifiuti speciali non pericolosi derivanti dalle operazioni di costruzione e demolizione costituiti da un cumulo di circa otto metri cubi di legno composto da pancali, travi, tavole e infissi di finestre ed alcuni rifiuti in ferro costituiti da infissi di porte finestre, radiatori ed una vasca da bagno. L’esecutore dello smaltimento illecito mediante combustione a terra dei rifiuti ed il titolare della ditta edile sono stati segnalati all’A.G. in applicazione del T.U.A.. Al titolare della ditta è stata contestata anche la gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi.

Altro episodio è successo nel Comune di Pontassieve (FI) dove i CC Forestali hanno contestato ad un soggetto, già noto per accertamenti sempre sui rifiuti, il reato di cui all’art. 192 comma 3, sanzionato dall’art. 255 comma 3 del D. L.vo 152/06 (Testo Unico Ambientale) per non aver ottemperato ad un’Ordinanza del Comune di Pontassieve, a seguito di un abbandono di rifiuti costituiti da pneumatici, ferro e materiali affini, imballaggi in plastica, RAEE, mobilio ed un vecchio forno a gas, su un terreno agricolo di libero accesso sito in Loc. Molino del Piano nel Comune di Pontassieve (FI).

15/12/2023 11.27

Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

lunedì 22 ottobre 2018

#CronacaFirenze - RUFINA - DENUNCIATO UN ALBANESE PER FURTO DI BANCONOTE.

Nell’ambito delle indagini relative al furto al bancomat della filiale dell’Istituto San Paolo di Rufina, fatto saltare nella notte tra il 2 ed il 3 ottobre, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un 31enne di origini albanesi, da tempo residente in quel Comune, per furto aggravato. Non è un componente del commando di almeno 4 uomini che, con professionale perizia, ha fatto deflagrare lo sportello automatico, episodio sul quale continua ad indagare il Nucleo Operativo della Compagnia di Pontassieve; si tratta, invece, di uno dei primi ad accorrere sulla scena subito dopo lo scoppio avvenuto nel cuore della notte. Curiosità e preoccupazione sono le molle che hanno infatti spinto numerosi rufinesi a precipitarsi in strada nel cuore della notte per rendersi conto di cosa fosse accaduto; lo straniero, però, non ha saputo resistere alla tentazione di arraffare una manciata di banconote da 20 € che erano rimaste per qualche minuto incustodite all’interno dei locali devastati della banca. Ad incastrarlo i video acquisiti dagli inquirenti subito dopo l’evento e, soprattutto, il maldestro tentativo di spendere le banconote, peraltro facilmente riconoscibili per alcuni segni di bruciatura, inserendole in alcune macchine cambiamonete presenti in più esercizi di Rufina. Complessivamente sono stati recuperati 45 pezzi da 20 €, per un totale di 900 €. 
22/10/2018 12.33
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

#FirenzeCronaca - Carabinieri. Controllo straordinario del territorio nella zona di Pontassieve

Nel pomeriggio di venerdì 19 ottobre con l'ausilio di personale della Compagnia d'intervento operativo del 6° Battaglione ToscanaNel pomeriggio di venerdì 19 ottobre i militari del Comando Compagnia di Pontassieve con l’ausilio di personale della Compagnia d’Intervento Operativo del 6° Battaglione Toscana, hanno eseguito un servizio di controllo straordinario del territorio che ha interessato i Comuni di Pontassieve, Pelago, Rufina, Londa e San Godenzo lungo le principali arterie stradali, presso gli scali ferroviari, i parchi pubblici ed i principali luoghi di aggregazione. Complessivamente sono state identificate 68 persone e controllati 33 veicoli: nel corso dell’attività è stato segnalato quale assuntore di stupefacenti un 29enne trovato in possesso di circa 4 grammi di hashish e sanzionato per guida senza patente un 40enne di origine peruviane sorpreso a condurre uno scooter privo di patente poiché mai conseguita, motociclo peraltro risultato sprovvisto di copertura assicurativa e quindi sottoposto a sequestro ai fini della confisca. Elevati anche numerosi verbali per violazioni del Codice della Strada. Nelle prossime settimane verranno attuati altri dispositivi ad ampio raggio soprattutto in chiave preventiva in materia di reati predatori. 

22/10/2018 12.33
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

mercoledì 3 ottobre 2018

RUFINA – Esplosione bancomat. Indagine dei Carabinieri

 Durante la notte, intorno allo ore 03.00, i Carabinieri della Stazione di Rufina sono intervenuti presso l’Istituto Bancario Intesa Sanpaolo poiché ignoti hanno fatto esplodere il bancomat, ubicato in via Piave, asportando il denaro contante, in corso di quantificazione. Sul posto oltre ad i militari della Compagnia di Pontassieve sono intervenuti, per effettuare il sopralluogo e le indagini, i Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche e gli artificieri del Comando Provinciale di Firenze. In corso gli accertamenti per individuare mezzi, vie di fuga nonché gli autori
03/10/2018 12.39
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

giovedì 27 settembre 2018

#FirenzeCronaca - Carabinieri Forestali denunciano per incendio colposo pensionato della Rufina

L’incendio è stato causato dall’imperizia e dalla negligenza tenuta nell’abbruciamento dei residui vegetali
Carabinieri Forestali (foto Antonello Serino Redazione Met)
Militari della Stazione Carabinieri Forestale di Rufina (FI) e della Stazione CC Forestale di Reggello, in servizio di pattuglia emergenza ambientale 1515, sono intervenuti nel Comune di Rufina (FI) su un incendio che stava interessando un‘oliveta, alcuni annessi agricoli e una piccola parte di superficie boschiva. 
Da accertamenti effettuati nell’immediato veniva constatato un abbruciamento di scarti vegetali derivanti da una potatura effettuata su degli olivi. Dopo il primo sopralluogo la Stazione CC Forestale di Rufina ha eseguito ulteriori verifiche in merito. Dalle attività investigative è emerso che l’incendio era stato causato dall’imperizia e dalla negligenza tenuta nell’abbruciamento dei residui vegetali. L'accensione del fuoco è stata effettuata in periodo dichiarato di grave pericolosità per gli incendi boschivi e non controllato in maniera adeguata. 
La persona che ha causato l'incendio è stata deferita all'Autorità Giudiziaria per incendio boschivo colposo in base all'art. 423 bis comma 2 del Codice Penale. 
E' stata elevata anche una sanzione amministrativa in base alla legge regionale di riferimento. Si ritiene opportuno evidenziare che la stagione è particolarmente critica per l'accensione dei fuochi, soprattutto in questi giorni che sta spirando un forte vento da Nord-Ovest (Vento Grecale), vento che asciuga la vegetazione e la rende una facile esca per la propagazione degli incendi. 
La situazione è tale che da oggi 27 settembre al 10 ottobre compreso la Regione Toscana ha decretato di nuovo il periodo di grave pericolosità per gli incendi boschivi con il divieto assoluto di accensione di fuochi. I Carabinieri vigileranno sull'applicazione di tale norma.
27/09/2018 9.57
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

mercoledì 12 settembre 2018

#FirenzeCronaca - Comando Carabinieri: continua l'impegno per la tutela del lavoro nel contrasto al fenomeno del caporalato

Nel corso dell'operazione, denominata “Agri Jobs”, sono state eseguite in varie località del territorio nazionale perquisizioni domiciliari e di studi di consulenza dei quali si avvalevano le persone arrestateContinua l’impegno del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro nel contrasto al fenomeno del caporalato. Dopo gli arresti per 603bis effettuato alcuni giorni fa nella provincia di Foggia, nella mattinata odierna i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Firenze, coadiuvati da personale del Reparto Operativo Centrale del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Roma, strutture dell’Arma che collaborano con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nonché da militari dei competenti Comandi dell’Arma territoriale, hanno tratto in arresto nelle province di Perugia, Verona e Padova n. 3 persone, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Firenze, resesi responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (cosidetto “caporalato”), aggravato dalla violenza, dalla minaccia e dai maltrattamenti, nonché approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori (prevalentemente romeni ed albanesi). 
Nel corso della medesima operazione, denominata “Agri Jobs”, venivano eseguite in varie località del territorio nazionale perquisizioni domiciliari e di studi di consulenza, dei quali si avvalevano le persone arrestate. Inoltre si procedeva al sequestro di due società cooperative riconducibili agli indagati ed al sequestro dei relativi conti correnti bancari, nonché di un mezzo utilizzato per commettere i reati contestati. 
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, hanno avuto origine dalla morte avvenuta per cause naturali, il 7 novembre 2017, nelle campagne del Comune di Rufina (FI) di un cittadino romeno. 
I militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro di Firenze intervenuti hanno avviato un’attività di indagine che ha consentito di identificare il “caporale”, cioè colui il quale fungeva da caposquadra che è stato trovato in possesso di appunti su cui erano annotati i programmi ed i luoghi di lavoro, i nominativi del personale impiegato, la paga (che variava dai 4 ai 5 euro all’ora) e finanche i mezzi di trasporto da essi utilizzati. L’ulteriore attività investigativa ha consentito di acclarare che il “caporale” a sua volta faceva capo ad un altro soggetto, vertice dell’organizzazione. Dalle indagini effettuati dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Firenze, nonché un’ accurata verifica documentale è stato possibile delineare l’esistenza di una associazione per delinquere. In particolare è stato individuato il soggetto principale, il quale aveva costituito una struttura stabile per la commissione dei reati contestati, utilizzando, per la gestione dei lavoratori, due società cooperative, nonché due immobili adibiti a dimora dei lavoratori stranieri e veicoli per il trasporto degli stessi verso e dai luoghi di lavoro. Il soggetto a vertice dell’organizzazione, coordinava l’attività dei sodali i quali seguivano le sue direttive in ordine al reclutamento dei lavoratori, facendoli giungere in Italia dalla Romania e dall’Albania, all’organizzazione dei turni di lavoro, ai pagamenti ed alle istruzioni volte all’elusione dei controlli ispettivi in materia di lavoro. In più occasioni – infatti – questi si è attivato per prendere tempo ed esibire alla polizia giudiziaria documenti falsi e redatti mentre il controllo era in atto e, successivamente al controllo, per “aggiustare” le dichiarazioni circa il numero di ore lavorate. 
I lavoratori reclutati erano poi destinati ad essere impiegati, soprattutto in agricoltura, ma anche in edilizia, presso imprese in varie località del territorio nazionale (prevalentemente in Toscana e in Veneto) ma anche all’Estero (Svizzera). 
Nell’ambito delle verifiche è emerso che le vittime versavano in stato di bisogno, in quanto privi di adeguati mezzi di sostentamento, venivano retribuiti con salari inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi di categoria, percependo difatti € 5,00 per ogni ora di lavoro prestato, lavorando finanche 11 ore al giorno, e comunque per un numero di giornate inferiore a quelle effettive e senza conteggio di straordinari, senza ricevere alcun prospetto paga e talvolta senza neppure un contratto di assunzione, oltre che in violazione di norme in materia di igiene e sicurezza (visite mediche e corsi di formazione), dormendo in un’abitazione messa a disposizione dalla cooperativa e per la cui sistemazione pagavano anche l’affitto. Taluni venivano minacciati, subordinando il pagamento integrale della retribuzione all’espletamento dell’intero periodo previsto. 
Le ulteriori verifiche hanno accertato altresì il mancato versamento dei contributi previdenziali INPS per un ammontare di quasi 500.000 Euro. 
Gli arrestati sono stati associati presso le rispettive case circondariali.
12/09/2018 12.10
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

martedì 3 luglio 2018

#CronacaFirenze - Rufina, arresto un 25enne di nazionalità marocchina per falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla propria identità

Il giudice, Dott.ssa Di Girolamo, ha convalidato l'arresto e disposto l'immediata liberazione. Il giovane dovra ' comunque lasciare l'Italia.Nella tarda serata di ieri i Carabinieri della Stazione di Rufina hanno tratto in arresto un 25enne di nazionalita ' marocchina per falsa attestazione a pubblico ufficiale sulla propria identita '. Il giovane si era presentato nel tardo pomeriggio in caserma per denunciare lo smarrimento del proprio passaporto: nella circostanza declinava le proprie generalita', risultate tuttavia sconosciute, tanto da indurre gli operanti ad una piu ' approfondita identificazione mediante rilievi fotodattiloscopici, il cui esito ha confermato gli iniziali sospetti. Infattti lo straniero risultava fotosegnalato in Sicilia dopo esservi sbarcato come migrante lo scorso mese di settembre, con l'aggiunta del respingimento e dell'intimazione a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni. Per lui sono cosi scattate le manette; dopo una notte in camera di sicurezza stamattina e' stato condotto innanzi al giudice, Dott.ssa Di Girolamo, che ne ha convalidato l'arresto e disposto l'immediata liberazione. Il giovane dovra ' comunque lasciare l'Italia.
03/07/2018 13.07
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

martedì 26 giugno 2018

#CronacaFirenze - Attività dei Carabinieri nel Mugello

Eseguite dai Carabinieri di Borgo San Lorenzo provvedimenti cautelari e perquisizioni. A Londa denunciato un 52enne italiano per tentato furto di offerte in chiesa
Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo, in collaborazione con i colleghi de L’Aquila, hanno eseguito un provvedimento cautelare e decreti perquisizioni, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze (P.M. Dott. Paolo Barlucchi) ed avviata dai Carabinieri della Stazione di Barberino di Mugello a seguito di un ingente furto di rame e altro materiale ferroso dal cantiere ubicato in quel comune per realizzazione della variante A-1. In particolare, nel mese di dicembre 2017, in cinque distinti episodi, erano state sottratte dieci bobine di filo di rame, per un valore economico complessivo di oltre 150.000 euro, e una consistente quantità di materiale ferroso destinato ad armature di cemento armato. 

Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno individuato quattro soggetti, dipendenti di ditte esterne operanti all’interno del cantiere, ritenute autori materiali del furto. Tre di essi (Z.S. 45enne di Prato, R.M. 31enne di Barberino, P.P. 50enne di Pesaro, tutti incensurati), in momenti diversi, avrebbero curato la fase preparatoria ed esecutiva del furto, fino a reperire il luogo di temporaneo appoggio del materiale trafugato, ossia un capannone vuoto ubicato nella zona industriale di Barberino, in attesa del recupero da parte del ricettatore, G.D. 43enne di Rimini, a carico del quale è stato emesso un decreto di perquisizione domiciliare. 

Alla luce degli elementi raccolti anche nel corso di una prima serie di perquisizioni già effettuate nello scorso mese di aprile, il P.M. Dott. Barlucchi ha richiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze (Dott.ssa Antonella Zatini) un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, nei confronti di una quinta persona, D.R.M., 49enne domiciliato in provincia de L’Aquila, all’epoca dei fatti capo-cantiere della ditta che realizza la nuova galleria “Santa Lucia” della Variante A-1, ritenuto dagli inquirenti il pianificatore dell’attività delittuosa. Contemporaneamente, sono state eseguite tre perquisizioni nelle provincie di Prato, Rimini e L’Aquila. 
Le accuse nei confronti degli indagati sono di furto aggravato in concorso per quattro di essi e di ricettazione per uno. 

LONDA - Tenta di rubare offerte in chiesa: denunciato. 
Era entrato nella mattinata di lunedì nella chiesa della Santissima Concezione di Londa non per pregare ma per rubare: tuttavia i suoi movimenti, l’atteggiamento guardingo ed il suo anomalo soffermarsi nei pressi della cassetta delle offerte non sono sfuggiti al parroco, che osservava da lontano questo “fedele” a lui sconosciuto poiché forestiero e che, insospettito, ha subito avvisato i Carabinieri. I militari ci hanno impiegato pochissimo a raggiungere la chiesa, situata a poche decine di metri dalla locale caserma, sorprendendo il 52enne italiano, peraltro incensurato, mentre usciva sul sagrato. 

L’uomo, vistosi scoperto, non ha opposto resistenza ed ha subito consegnato la “refurtiva”: 15 € in banconote e monete che gli anziani del paese avevano lasciato nella cassetta dopo la messa del mattino. Banali ma al tempo stesso ingegnosi gli strumenti del mestiere che gli operanti hanno rinvenuto perquisendolo: comuni pinzette per le sopracciglia ed una piccola calamita collegata ad un filo metallico, attrezzi probabilmente già sperimentati in altre occasioni. Infatti, sebbene il 52enne, che dovrà ora rispondere di tentato furto aggravato, abbia giustificato il suo gesto con le improvvise difficoltà economiche in cui si trova da qualche tempo per ragioni familiari, gli inquirenti ritengono che questo non sia il suo primo furto, visto anche il modus operandi particolarmente scaltro messo in mostra nell’occasione.
26/06/2018 13.08
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze

sabato 9 giugno 2018

#CronacaFirenze - Attività dei Carabinieri a Scarperia, Rufina, Pontassieve e Calenzano

Ieri notte, i Carabinieri della Stazione di Scarperia hanno tratto in arresto due giovani cittadini albanesi, in Italia senza fissa dimora, per tentato furto in abitazione. Erano le ore 23.00 circa quando un cittadino di Scarperia ha dato l’allarme ai Carabinieri perché tornando a casa aveva notato due giovani che armeggiavano alla porta della sua abitazione. Appena scoperti, i due si erano allontanati a bordo in un’autovettura Peugeot nera, vecchio modello. La tempestività del cittadino nella segnalazione ai Carabinieri ha permesso alla pattuglia della Stazione di Scarperia, competente per territorio, in servizio di pattugliamento notturno, di intervenire rapidamente e bloccare il veicolo con i due a bordo già all’altezza di Viale Kennedy dell’abitato di Scarperia, interrompendo la loro fuga a meno di 1 km dall’abitazione presa di mira. Nella ricostruzione della vicenda, è stato accertato che i due, al momento dell’arrivo a casa del proprietario, avevano già forzato la persiana e stavano accingendosi ad aprire la porta interna per accedere nell’appartamento. MEFTARI Blerim, 22enne, e MEMETLANAJ Ergest, 29enne, già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati tratti in arresto per tentato furto aggravato in concorso e dopo la convalida tradotti presso il carcere di Sollicciano. 

Nel corso di un servizio di prevenzione dei delitti in generale, i Carabinieri della Stazione di Calenzano sono intervenuti presso la Coop di via Giusti ed hanno tratto in arresto per il reato di furto aggravato un peruviano di 43enne, nullafacente, già noto per i suoi precedenti. Nella circostanza, gli operanti sono stati attivati dal personale addetto alla vigilanza che aveva sorpreso l’uomo mentre si impossessava della borsa di una cliente. Il malfattore, vistosi scoperto, ha tentato di allontanarsi ma è stato prontamente raggiunto e bloccato dai Carabinieri. La refurtiva è stata restituita alla proprietaria. 

I Carabinieri della Stazione di Rufina hanno denunciato il 35enne pregiudicato rumeno PLAIU Victor Florea, per furto aggravato all’interno del circolo della locale Casa del Popolo. L’episodio risale alla prima mattinata del 7 giugno scorso quando, all’apertura del bar, approfittando dell’assenza momentanea del personale, impegnato nelle pulizie dei locali, l’uomo vi si era introdotto furtivamente, asportando il registratore di cassa che, peraltro, era vuoto proprio in virtù dell’orario. All’individuazione del responsabile si è giunti analizzando le immagini dell’impianto di videosorveglianza, in cui i Carabinieri hanno riconosciuto, senza ombra di dubbio, il pregiudicato, avendolo tra l’altro controllato il pomeriggio precedente al fatto nei pressi della stazione ferroviaria e ricordando l’abbigliamento, risultato identico all’autore del furto. Il registratore di cassa, scassinato ed ormai non riutilizzabile, è stato poi rinvenuto nei pressi di un cassonetto. 

PONTASSIEVE – Due arresti per espiazione di pene detentive. 
Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Pontassieve hanno tratto in arresto due pregiudicati in esecuzione di altrettanti ordini di carcerazione emessi dalla Procura della Repubblica di Firenze che prevedono l’espiazione della pena in regime di detenzione domiciliare.
09/06/2018 15.54
Carabinieri-Comando provinciale di Firenze